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4.20 Cannabis Day

Il 4.20 o più semplicemente il 20 Aprile è la giornata mondiale della cannabis ed è il nome con cui la comunità pro cannabis chiama e definisce la pianta. In questa occasione, gli amanti della pianta si radunano per festeggiare insieme e consumare cannabis. Negli anni, soprattutto in America, il 4.20 è stato luogo di eventi e manifestazioni atte alla liberalizzazione della pianta in particolare per uso terapeutico.

LA LEGGE 420 IN CALIFORNIA

Questi movimenti hanno portato a cambiamenti radicali del tessuto legislativo americano. In particolare, il 5 novembre 1996 entrò in vigore la Proposizione 215 o Compassionate Use Act sulla legalizzazione della cannabis medica in California. Un momento che segnò un netto cambio di rotta dell’opinione americana sulla cannabis ad uso terapeutico. La proposta fu concepita da un attivista di San Francisco, Dennis Peron, in memoria del compagno che aveva utilizzato la cannabis per curare i sintomi dell’AIDS. La proposta non ebbe forza di legge ma fu una dichiarazione di sostegno da parte dello Stato per l’utilizzo di cannabis per i malati terminali.

Alcuni anni dopo il senatore dello Stato della California, John Vasconcellos, introdusse il disegno di legge, California Senate Bill 420, varato soltanto nel 2003. Il disegno di legge SB 420 definisce le linee guida e i limiti della Proposizione 215; in particolare, dichiara la quantità di cannabis che ogni paziente può possedere e coltivare a casa propria o in collettività senza rischiare l’arresto. La legge consente fino ad un massimo di 6 piante mature o 12 immature e fino a mezzo pound di cannabis lavorata ed essiccata. Inoltre fu introdotto anche un sistema di carte d’identità statali su base volontaria per i pazienti che facevano uso di cannabis medica. Grazie al California Senate Bill 420, nacque la figura del caregiver: persone comuni che aiutavano i pazienti in difficoltà a reperire e/o coltivare la cannabis per uso terapeutico.

Un esempio concreto della situazione che le persone vivevano in California è il film Dallas Buyers Club. La trama, tratta da una storia vera, racconta di come molti pazienti, affetti da HIV, utilizzassero la cannabis, all’epoca ancora illegale, per alleviare i dolori lancinanti della malattia. La comunità di pazienti affetti da AIDS giocò un ruolo fondamentale nella lotta per la legalizzazione della cannabis nei malati terminali in California e nel resto del mondo.

LEGGENDE SUL CODICE 4.20

Negli anni sono nate diverse leggende e miti attorno a questa data. Una di queste è che fosse il numero dei componenti chimici della cannabis, anche se in realtà sono più di 315. Una seconda supposizione è che il numero 4.20 fosse il codice utilizzato dalla polizia per identificare i reati collegati alla cannabis. Altri ancora invece, credono che il codice 4.20 derivi dalla canzone di Bob Dylan, “Rainy Day Woman #12 & 35”. Moltiplicando i due numeri si avrebbe come risultato 420, esattamente il numero della cannabis

LE ORGINI DEL TERMINE 4.20

In realtà il termine 4.20 sarebbe nato nel 1971, da 5 ragazzi della San Raphael High School, in California, amanti della cannabis. Il gruppo di ragazzi, anche detti Waldos (wall), dal luogo in cui erano soliti incontrarsi a scuola, sentì parlare di una coltivazione di cannabis abbandonata e decise di andare alla ricerca del tesoro nascosto. Si diedero appuntamento il giorno seguente alle 4:20 davanti alla statua di Louis Pasteur e dopo aver fumato un po’, si diressero verso la zona di Point Reyes.

Gli sforzi tuttavia furono inutili, non riuscirono a trovare la coltivazione nascosta, forse mai esistita, ma non smisero di crederci. Continuarono ad incontrarsi ogni giorno all’appuntamento consueto delle 4:20 per Point Reyes, sulla loro vecchia chevrolet impala del 1966. Dopo settimane di ricerca senza trovare nulla, i ragazzi accantonarono l’impresa ma decisero di tenere il codice 420 per nascondere a genitori ed insegnanti la loro passione per la cannabis. In breve si diffuse per tutta San Rafael.

IL successo della sigla 420 non si ebbe subito ma dopo un po’ di tempo, grazie al fratello di uno dei componenti dei Waldos, grande amico del bassista dei Greatful Dead, Phil Lesh. La rock band, già paladina dei gruppi hippie dalla fine degli anni Sessanta, conosciuto il significato del codice lo volle utilizzare durante le sue feste. In questi eventi i Waldos erano sempre presenti e utilizzavano il codice 420, fumando e parlando di cannabis. La rock band, affascinata da questo numero ormai in voga, se ne appropriò e lo diffuse nei suoi tour mondiali degli anni Settanta e ottanta. 

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