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CBD e Intestino, come il cannabidiolo aiuta i disturbi digestivi e gastrointestinali

I disturbi digestivi e gastrointestinali affliggono una grossa parte della popolazione mondiale. Secondo diversi studi il sistema endocannabinoide sarebbe in grado di ristabilire l’omeostasi dell’intestino tramite l’assunzione di cannabinoidi tra cui il CBD.

L’intestino è un organo importante all’interno nel nostro organismo. Le sue funzioni sono varie e non si limitano soltanto alla digestione e all’assorbimento di sostanze nutritive. L’intestino influisce sul funzionamento del metabolismo, soprattutto per i composti potenzialmente dannosi, interagisce con le funzioni del sistema immunitario e aiuta a sintetizzare i nutrienti e le vitamine. 

Il tratto digerente normalmente contiene oltre 10 trilioni di batteri, alcuni buoni, altri cattivi e assieme ad altri organismi compongono la flora o microbiota intestinale. La flora intestinale, secondo diversi studi, è connessa con gli altri sistemi presenti nel nostro organismo, specialmente con quello immunitario. Infatti, il 70% del sistema immunitario si trova nel tratto gastrointestinale, compreso il sistema nervoso enterico, considerato come un secondo cervello.

CBD E INTESTINO

Il sistema endocannabinoide o SEC, presente nel nostro organismo, si estende in tutto il corpo ed è composto da recettori chiamati endocannabinoidi. I principali recettori sono il CB1 e il CB2. Il SEC si occupa di diverse funzioni: sonno, umore, ma anche risposta immunitaria e contribuisce al mantenimento dell’omeostasi e di diversi processi fisiologici tra cui l’attività digestiva. All’interno del tratto gastrointestinale sono presenti anche i recettori del Sistema Endocannabinoide che interagiscono con le normali funzioni dell’intestino.

Uno studio sui problemi gastrointestinali, ha mostrato come i pazienti affetti da disturbi intestinali, celiachia e cancro del colon, hanno livelli alterati di endocannabinoidi nel tratto gastrointestinale. Il CBD, facendo parte della famiglia dei cannabinoidi, influisce sul sistema, portandolo di nuovo un livello normale di endocannabinoidi all’interno dell’intestino. Il CBD medierebbe tra il SEC e il sistema digerente, contrastando l’insorgenza di infiammazioni e malattie.

CBD e infiammazioni

Le infiammazioni del tratto intestinale sarebbero secondo gli esperti dovute da un malfunzionamento del sistema immunitario. L’organismo si auto attaccherebbe, danneggiando le cellule dell’intestino come agenti patogeni esterni, causando notevoli infiammazioni. In casi più seri si verificano delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn.

Alcuni studi hanno dimostrato come il CBD, grazie ai suoi innumerevoli benefici sull’organismo, sia in grado di regolare il sistema immunitario. Andrebbe ad agire in maniera mirata, riducendo i danni all’intestino anche nei casi di infiammazione cronica e acuta.

Un caso particolare è la sindrome dell’intestino irritabile (SII). Questa patologia è molto comune ma dai sintomi particolarmente dolorosi: crampi addominali, diarrea, gonfiore e stitichezza. Uno studio del 2020 ha cercato di determinare come sfruttare il sistema endocannabinoide per i pazienti affetti da SII. È stato scoperto come assumendo giornalmente CBD si riesca a ridurre le infiammazioni e soprattutto prevenire i danni della mucosa intestinale.

CBD e permeabilità intestinale

La permeabilità intestinale è un danno alle membrane delle pareti dell’intestino tenue che hanno una funzione di filtraggio. Questa patologia causa l’infiltrazione di batteri, prodotti di scarto non filtrati dall’intestino e altri agenti patogeni all’interno del flusso sanguigno. I sintomi più comuni sono la sensibilità a determinati alimenti e problemi di digestione.

Uno studio del 2017 ha esaminato l’efficacia del cannabidiolo nel migliorare le disfunzioni nella barriera intestinale tramite l’inibizione dell’apoptosi. Da questi studi è emerso che il recettore CB1 sia responsabile della mediazione di questi possibili effetti. Le ricerche sul CBD hanno riscontrato come il cannabinoide ripristini la normale attività della barriera intestinale, andando a regolare la permeabilità dell’intestino

RIMEDI A BASE DI CBD

Il CBD può essere considerato un valido alleato per contrastare le infiammazioni intestinali. Tra i principali metodi per assumere CBD troviamo l’olio. Poche gocce di olio di cannabidiolo anche durante i pasti, per assumere la quantità ideale giornaliera (25 g). Il CBD, se assunto assieme ai pasti, consente di assimilare in maniera efficace la sostanza, regolando nello stesso momento anche la flora dell’intestino. Nel caso di patologie più serie come la SII o la permeabilità intestinale, oltre all’olio di CBD, possono essere indicate le capsule di CBD. Semplici e comode, da assumere una al giorno, per un’azione più completa e mirata.

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