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È possibile mangiare le infiorescenze di CBD? Ecco alcuni consigli

È davvero possibile mangiare infiorescenze? Si, la cannabis è una graminacea e come tale può essere aggiunta ai pasti e mangiata come tutti gli altri alimenti. Si possono mangiare infiorescenze in modi diversi e con tipologie differenti di cottura. Analizziamone ora tutte le parti più utilizzate e i loro impieghi all’interno di una dieta equilibrata.

Cenni storici sulla Cannabis ad uso alimentare

La cannabis edibile ha una lunga storia che nasce con la divinità indiana Shiva. Si racconta infatti che Shiva fosse scesa dalle montagne della Hindu Kush per donare all’umanità il Bhang. Il Bhang è una bevanda della tradizione indiana a base di cannabis, latte, acqua e alcune spezie. Si narra che la divinità lo usasse per arricchire i suoi poteri e anche per questo motivo, viene impiegato durante le cerimonie religiose e nella medicina ayurvedica. La bevanda è parte della cultura delle regioni del nord dell’India e non solo, dove la cannabis, anche per motivi religiosi, è liberalizzata rispetto al resto dello Stato in cui ancora vige il proibizionismo.

Informazioni generali per mangiare infiorescenze

Secondo uno studio, la cannabis può essere ingerita sia appena raccolta dalla pianta sia quando è ormai secca ed ha notevoli benefici sull’organismo. In ciascuno dei due casi, la pianta viene impiegata per utilizzi differenti. Inoltre, un fattore molto importante prima di mangiare infiorescenze o una sua parte, è l’effetto che essa ha sul corpo. Infatti, se si assume la cannabis senza prima un particolare processo, questa avrà un effetto benefico quasi nullo sull’organismo. Se si vuole assumere cannabis via orale, pertanto, è consigliato prima attivarla o direttamente assumerla sotto un’altra forma come l’olio di CBD. Questo processo di attivazione anche chiamato decarbolizzazione si verifica tramite calore, andando a mutare le molecole di cannabis da crude ad assimilabili.

Tuttavia bisogna far attenzione a non assumere in maniera eccessiva la pianta di cannabis cruda, perché, contenendo molta clorofilla, non sempre è tollerata dall’organismo, provocando a volte piccoli disturbi alla digestione.

SEMI

I semi possono essere mangiati così al naturale (decorticati della pellicina che li avvolge) come, ad esempio, i semi di chia o di girasole o possono essere molati (tritati e resi in polvere) per creare delle farine di semi di canapa o mischiati con altre farine per la produzione di pane, pasta ma anche prodotti da forno. I semi e la farina di canapa sono un’alta fonte di proteine, ricchi di Omega 3 e Omega 6, ideali anche per chi è celiaco. Sono comunemente utilizzati negli allevamenti come mangime per gli animali grazie alle loro proprietà nutritive. Un altro metodo di utilizzo della polvere di semi di canapa è come addensante all’interno di frullati, bevande proteiche e zuppe.

FOGLIE E FIORI

Le foglie della cannabis possono essere utilizzate sia fresche sia secche in moltissimi modi diversi. Bisogna far attenzione alle foglie che si scelgono; infatti, quelle più lontane dal tronco sono più anziane (fan leaves) e con una quantità inferiore di tricomi mentre quelle vicine al fiore hanno una quantità più elevata di tricomi e sono più tenere. I tricomi sono la parte della foglia che racchiude gli effetti stessi della pianta. Scegliendo le foglie più giovani i benefici saranno superiori, al contrario scegliendo quelle più anziane, gli effetti diminuiranno. Le foglie, se ancora crude possono essere mangiate come insalata e arricchite poi a piacimento ma anche utilizzate per centrifughe e frullati. Sempre crude sono utilizzate per i decotti di canapa; le foglie vengono bollite e i principi attivi vengono rilasciati dalla pianta così da formare una bevanda nutritiva.

Le infiorescenze invece possono essere utilizzate come insaporitori per alimenti, le foglie secche vengono sbriciolate in una polvere sottile e aggiunte ai piatti come il rosmarino. Altri modi di utilizzo sono le tisane (calde o fredde) e i frullati. La cannabis si riesce ad unire e così inglobare solo con alcune molecole: i lipidi e gli alcoli. Pertanto, solo i prodotti a base grassa o alcolica permettono di assimilare in maniera corretta le molecole di cannabis.

È da tenere presente che è caldamente sconsigliato assumere cannabis e alcool assieme poiché possono portare ad effetti collaterali negativi e, in certi casi anche gravi, sull’organismo umano. Al contrario una ricetta semplice e divertente è il burro di cannabis fatto con le infiorescenze. Il burro può poi essere utilizzato per condire qualsiasi alimento o anche come ingrediente per cucinare. Invece, se si utilizza il burro di cocco, il risultato è ottimo come idratante per la pelle ad utilizzo topico.

DERIVATI ED ESTRAZIONI

Un derivato della cannabis è il polline; chiamato anche Kief, può essere mangiato come il resto delle parti della pianta e solitamente viene utilizzato come insaporitore. Può facilmente essere aggiunto a frullati, insalate ma anche yogurt per ottenere un maggior effetto benefico dalla pianta.

Invece, per quanto riguarda le tipologie di estrazione della pianta di cannabis, ci sono diverse tipologie di estrazione. Alcune di questo possono essere utilizzare anche nelle proprie cucine in maniera semplice e veloce. Le più conosciute e famose sono le tecniche: rosin, shatter e bho.

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